Irving Penn, il fotografo che metteva all’angolo le celebrità

irving penn ritratti in bianco e nero

Irving Penn è famoso per i suoi ritratti autentici e espressivi di personaggi famosi e celebrità, ma in particolare per i suoi Corner Portraits in cui metteva letteralmente all’angolo i suoi soggetti…

Irving Penn (1917-2009) è stato uno dei più grandi fotografi del ‘900, famoso per le sue fotografie di moda, per i ritratti estremamente espressivi e per le nature morte.
Inizialmente il sogno di Irving Penn era di diventare un artista; aveva frequentato la scuola d’arte per studiare disegno, pittura e grafica e iniziò a lavorare come designer per Harper’s Bazaar prima e per Vogue poi. Nel 1943 pubblicò la sua prima copertina fotografica su Vogue e nel 1950 aprì il suo studio fotografico, spaziando fra la fotografia commerciale, la fotografia di moda e la fotografia artistica.

irving penn nadja auermann portrait 1994

Irving Penn – Nadja Auermann for VOGUE, 1994

Nell’arco della sua carriera Irving Penn ha avuto la fortuna di fotografare le più importanti personalità e celebrità del suo tempo (ma forse sono stati più fortunati loro ad avere un suo ritratto). Sono tutti lì, nei suoi scatti in bianco e nero, i nomi più famosi nel campo della letteratura, della musica, dell’arte o del cinema: Marcel Duchamp, Pablo Picasso, Georgia O’Keeffe, Igor Stravinsky, John F. Kennedy, Truman Capote, Salvador Dali, Christian Dior, T.S. Eliot, Duke Ellington, Alfred Hitchcock, Grace Kelly, Spencer Tracy, Rudolf Nureyev, Al Pacino, Edith Piaf, Harold Pinter e decine di altri…

Il suo obiettivo era quello di fotografare la personalità dietro la celebrità e per questo Irving Penn è stato fra i primi a ritrarre i suoi soggetti in posa contro un semplice sfondo grigio, isolandoli dal contesto e senza ulteriori distrazioni, per dare risalto alla sola presenza umana. Un approccio innovativo e non ortodosso ma sempre basato sulla semplicità e l’eleganza. Pur essendo foto in posa realizzate in studio, i ritratti in bianco e nero di Irving Penn sembrano rubare l’anima alle persone: giocando sui chiaroscuri e su forti contrasti, sperimentando pose originali e lasciando spazio all’espressività dei soggetti, il fotografo americano riusciva a cogliere il vero io dietro la maschera artefatta della celebrità.

“Le persone sensibili di fronte alla prospettiva di un ritratto fotografico atteggiano un volto che pensano sia quello da mostrare al mondo… Molto spesso ciò che sta dietro la facciata è più raro e meraviglioso di quanto il soggetto sa o osa credere.”

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Irving Penn – Isabella Rossellini for VOGUE, 1997

A partire dal 1948 Irving Penn fece un ulteriore passo avanti: decise di mettere letteralmente all’angolo i suoi protagonisti, dando vita alla sua serie “Corner Portraits“. Inventò un set angolare, che diventerà il suo marchio di fabbrica, formando un angolo acuto con due pannelli vicini e iniziò a fotografare le persone chiuse in quello stretto spazio! Inaspettatamente questa idea, piuttosto che essere vissuta come una costrizione, era piacevole per i soggetti fotografati. Come racconta lui stesso:

“Durante il 1948 ho iniziato a fotografare ritratti in un piccolo spazio d’angolo realizzato con due pannelli messi insieme e il pavimento coperto con un pezzo di moquette vecchia… questo confinamento, sorprendentemente sembrava dare conforto alle persone, calmandole. Le pareti erano una superficie su cui appoggiarsi o spingere contro. Per me le possibilità dell’immagine erano interessanti; limitare i movimenti del soggetto sembrava  sollevarmi di una parte del problema di occuparmi di loro.”

Il risultato è sempre sorprendente e trasmette in modo vibrante la personalità dei soggetti. Guardando i suoi ritratti sembra quasi possibile entrare in comunicazione con i personaggi fotografati, leggergli nella mente e scoprire che in fondo sono persone eccezionali, come tutti noi.

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