Stefan Rappo, bellezza e identità

Stefan Rappo Room 42

Stefan Rappo è un fotografo famoso soprattutto per le sue splendide foto di nudi artistici ma con la serie “Room 42” indaga il concetto di bellezza e di indentità

E’ di pochi giorni fa la notizia che le foto di Samm Newmann, una ragazza americana obesa che aveva postato un suo selfie su Instagram, sono state eliminate dal suo account perchè giudicate oscene a causa della sua taglia extra large. L’accusa di discriminazione “per grassezza“, oltre ad aver giustamente provocato una sollevazione mediatica ci porta anche a chiederci qual è il confine fra bello, accettabile e osceno.
Ormai è la società a stabilire cosa è bello e cosa non lo è secondo standard così codificati che qualunque scostamento, qualunque imperfezione o difetto sono giudicati incompatibili con gli attuali canoni di bellezza e accettazione sociale.

Stefan Rappo è un fotografo svizzero che vive e lavora fra Parigi e gli Stati Uniti ed è famoso per i suoi splendidi nudi artistici, donne stupende, scatti dal taglio cinematografico e immagini dalla forte carica narrativa. Forse, proprio per la sua consuetudine con la bellezza assoluta, si è posto una serie di domande sul concetto di bello ai nostri giorni e sul suo rapporto col concetto di identità di una persona.

I canoni estetici sono cambiati costantemente nella storia e nel corso degli anni quindi in fondo “che cos’è la bellezza?
Ma non basta. Fermarci alla sola apparenza spesso ci porta a dimenticare tutto il resto: “chi è quella persona?” “cosa pensa?“, “cosa prova?“, “qual è la sua storia?

stefan rappo room 42

Nel 2011 Stefan Rappo ha quindi deciso di realizzare una serie di scatti dal titolo Room 42 per indagare proprio questi temi.
Room 42 è una sorta di incursione in un mondo sommerso dove i canoni della bellezza sono sovvertiti. Il fotografo ha allestito un vero e proprio set ricreando una stanza-tipo piuttosto anonima, il massimo della normalità, in cui ambientare tutti i suoi ritratti.
Ogni scatto ci mostra persone che nella vita reale ci apparirebbero semplicemente strane, bizzarre o eccentriche ma che in questo piccolo mondo tornano ad essere degli esseri umani con la loro storia personale, i loro sogni, le loro manie e la loro unicità.

Essere se stessi senza essere giudicati, è forse ormai possibile solo al chiuso delle quattro mura?

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