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Il Collage contemporaneo sfida la perfezione digitale

Collage contemporaneo © Sara Shakeel - Alkaline

Dal Cubismo all’era del digitale e dell’AI, il collage contemporaneo si pone come linguaggio capace di riflettere la complessità del presente

Il collage nasce agli inizi del Novecento quando Picasso e Braque decidono di incollare pezzi di giornale e carta direttamente sulla tela. Un gesto rivoluzionario che rompe l’idea stessa di pittura. Da allora questa forma d’arte non ha mai smesso di riaffiorare nei momenti in cui le immagini sembrano aver detto tutto. Oggi il collage contemporaneo ritrova una forza inaspettata in un panorama visivo saturo di immagini perfette generate dall’AI. Non è una nostalgia vintage ma una risposta precisa e attuale a un’epoca che ha bisogno di percepire la realtà in modo più autentico, anche imperfetto, ma sicuramente umano. Ecco quindi 5 artisti che pur lavorando in modo diverso, condividono una cosa essenziale. Usano il collage non per decorare, ma per pensare attraverso le immagini.

María Berrío

María Berrío, Open Geometry, 2022, collage contemporaneo con carte giapponesi e acquerello su lino © María Berrío

María Berrío è nata a Bogotá nel 1982 e oggi lavora a Brooklyn. Crea collage fatti interamente a mano usando carta giapponese, ritagli di riviste e acquerelli. Le sue opere sembrano dipinti ma sono costruite pezzo per pezzo, assemblando manualmente ogni strato. I suoi temi ruotano attorno al mondo femminile e al ruolo della donna, ambientati in paesaggi simbolici dove mitologia, folklore latinoamericano e storie di migrazione si intrecciano senza soluzione di continuità.
Quello che colpisce nel lavoro di Marìa Berrío è la lentezza del processo. In un’epoca dove le immagini si generano in secondi, lei passa giorni a ritagliare frammenti, a cercare la carta giusta, a sovrapporre strati di colore. Le giunture sono visibili, l’imperfezione del materiale è parte integrante dell’opera. Le sue figure raccontano storie di donne e bambini che resistono, che attraversano confini, che portano con sé la memoria delle loro radici. Il collage diventa il linguaggio perfetto per questo tipo di narrazione perché anche la memoria funziona così: per frammenti, sovrapposizioni, ricostruzioni mai definitive.


Pablo Thecuadro

© Pablo Thecuadro

Pablo Thecuadro, artista spagnolo nato a Zaragoza nel 1992, lavora sia con collage digitali che manuali. I suoi lavori dallo stile surrealista, si basano sulla fotografia di moda, ricombinando corpi e volti in composizioni audaci e perturbanti, costruite su livelli e intrecci che creano tensione dinamica difficile da dimenticare.
Il suo approccio è essenziale ma concettualmente molto forte. Usa soprattutto immagini provenienti dalla fotografia di moda, un universo patinato e perfetto, e le smonta completamente. Il risultato sono identità frammentate, corpi che non si ricompongono, sguardi che si moltiplicano. In un momento storico dove l’identità viene costruita e ricostruita continuamente attraverso le immagini social, il lavoro di Thecuadro mette il dito nella piaga: siamo davvero quello che mostriamo o siamo una collezione di frammenti che non combaciano mai del tutto?


Sara Shakeel

© Sara Shakeel – Collage contemporaneo per British Vogue 2021 – Photo © Craig McDean

Sara Shakeel, ex studentessa di odontoiatria in Pakistan bocciata alla laurea, ha trasformato un periodo difficile della sua vita, in un’espressione artistica che le ha regalato una fama planetaria. I suoi collage digitali sono inconfondibili ed esagerati, c’è chi li trova kitsch, chi ipnotici.
Il successo l’ha travolta su Instagram grazie all’interesse di star come Sarah Jessica Parker o di brand come Reebock e Swarowski.
Sara prende fotografie comuni e le ricopre di cristalli, glitter e texture preziose. Corpi, paesaggi, oggetti, icone pop, vengono trasformati magicamente in qualcosa di scintillante e prezioso. Per lei cristalli e glitter sono un simbolo di resilienza e del potere trasformativo della bellezza. Come lei stessa spiega:

“Cristalli, pietre preziose e diamanti sono una metafora della resilienza, qualcosa che ha superato enormi pressioni e il tempo per diventare qualcosa di brillante. Un cristallo può prendere la luce più fioca e trasformarla in un arcobaleno, proprio come l’arte può prendere il dolore, l’amore o la nostalgia e trasformarli in qualcosa di bello”.

Sara Shakeel aggiunge scintillii, cristalli e gemme alle sue opere attraverso il collage contemporaneo, la manipolazione digitale e, di recente, l’intelligenza artificiale. Questo conferisce alle sue opere un fascino visivo che le rende “molto instagrammabili” e sicuramente ipnotiche.


Eugenia Loli

© Eugenia Loli – Maker

Eugenia Loli (di cui ho già parlato qui) è una delle figure più riconoscibili del collage contemporaneo surrealista. Di origini greche, oggi vive in California e crea collage pop usando esclusivamente immagini vintage provenienti da riviste degli anni Quaranta e Cinquanta.
Quello che rende speciale il lavoro di Eugenia Loli è il messaggio concettuale nascosto dietro l’apparente semplicità. I suoi lavori hanno una forte componente narrativa e teatrale. Ogni composizione sembra una scena colta nel momento esatto in cui sta per succedere qualcosa, come brevi racconti visivi dove l’imperfezione del collage diventa linguaggio. I suoi temi toccano il subconscio, i ruoli di genere, l’assurdità della vita moderna, ma sempre con un tocco ironico che alleggerisce senza banalizzare. L’imperfezione del collage diventa linguaggio narrativo: le giunture visibili, i colori vintage sbiaditi, i ritagli non perfettamente precisi sono parte della storia, non un difetto da nascondere.


Jemima Wyman

© Jemima Wyman, Haze 13, 2023. Collage contemporaneo con fotografie digitali ritagliate a mano

Jemima Wyman è un’artista australiana che vive a Los Angeles e che utilizza collage fotografico e installazione per riflettere su politica, potere e cultura visiva contemporanea. I suoi lavori partono da archivi fotografici di manifestazioni, conflitti, movimenti di massa che utilizza come base per ricomporle in immagini stratificate, caotiche e volutamente eccessive, che rifiutano qualsiasi idea di ordine visivo.
Il suo approccio è quasi opposto a quello di Loli: niente ironia, niente leggerezza. Le sue opere sono volutamente difficili da guardare, sovraccariche, disturbanti. Ma è proprio questo il punto. In un’epoca dove le immagini di protesta e conflitto vengono consumate e dimenticate in pochi minuti sui social, Jemima Wyman le riprende e le trasforma in qualcosa che non si può ignorare.

Il collage contemporaneo non è una semplice moda. È la risposta a un bisogno ricorrente: quando le immagini diventano troppo uniformi, quando la perfezione tecnica toglie il respiro, quando tutto sembra già visto, il collage rompe le regole. Frammenta, ricompone, crea nuovi mondi visivi mostrando la complessità invece di nasconderla e soprattutto rivendica il valore della mano che sceglie. Non è nostalgia del passato, è bisogno di vedere i processi e di capire come le immagini vengono costruite.

Copertina © Sara Shakeel – “Alkaline”

Categories: Arte
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