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Mostra Franco Fontana: Retrospective all’Ara Pacis di Roma

Los Angeles, 1990 © Franco Fontana

Ultimi giorni per la mostra Franco Fontana all’Ara Pacis di Roma: una retrospettiva affascinante con oltre 200 opere del maestro del colore

Se siete a Roma, non lasciatevi sfuggire gli ultimi giorni di “Franco Fontana. Retrospective”, in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 14 settembre. Una mostra monumentale che raccoglie oltre 200 opere del grande fotografo modenese, curata da Jean-Luc Monterosso, fondatore della Maison Européenne de la Photographie di Parigi.
Un’occasione rara e preziosa per ripercorrere sessant’anni di carriera e riscoprire un artista che ha rivoluzionato la percezione della fotografia a colori.

Franco Fontana e la rivoluzione del colore

Nato a Modena nel 1933, Franco Fontana ha iniziato a fotografare da autodidatta nei primi anni Sessanta. In un’epoca in cui la fotografia d’autore era quasi esclusivamente in bianco e nero, Fontana ha scelto la strada più rischiosa: il colore.
Le sue immagini, fatte di geometrie pure, linee essenziali e campiture cromatiche intense, hanno saputo trasformare paesaggi urbani e naturali in astrazioni visive, vicine alla pittura e al minimalismo.
Con opere come Puglia 1978 o le celebri serie urbane, Fontana ha dimostrato che il colore non era un vezzo decorativo, ma un vero e proprio linguaggio artistico.

Puglia 1978 © Franco Fontana

La mostra all’Ara Pacis

Il percorso espositivo è vasto e sorprendente: oltre 200 scatti provenienti dall’archivio personale dell’artista, tra vintage prints, Polaroid e lavori più recenti.
La mostra si apre con le fotografie di Praga, pubblicate da Time Life e dal Frankfurter Allgemeine, e attraversa le stagioni creative di Fontana fino al celebre volume Skyline del 1978, che consacrò il suo nome a livello internazionale.
L’allestimento evidenzia la sua continua ricerca sulla relazione tra colore, luce e geometria, offrendo una lettura completa e affascinante delle immagini.

Franco Fontana e i maestri della fotografia a colori

Per comprendere fino in fondo l’importanza di questa retrospettiva, basta ricordare che fino agli anni ’60 la fotografia a colori era considerata un linguaggio commerciale, relegato alla pubblicità o al turismo.
A ribaltare questa visione furono pionieri – oggi considerati grandi maestri della fotografia del ‘900 – come William Eggleston, che nel 1976 presentò al MoMA di New York la prima mostra interamente a colori, Joel Meyerowitz, con i suoi paesaggi urbani poetici, e Harry Gruyaert della Magnum. In Italia, fu soprattutto Luigi Ghirri a dialogare con Fontana, condividendo la convinzione che il colore potesse raccontare il mondo in una forma nuova, intima e universale. In questa fase storica così effervescente e creativa, Franco Fontana è senza dubbio uno dei protagonisti assoluti.

Perché non perdere la mostra all’Ara Pacis

La retrospettiva all’Ara Pacis non è soltanto un viaggio nella carriera di un grande fotografo italiano, ma un’occasione per riflettere su come la fotografia abbia cambiato pelle e linguaggio negli ultimi decenni.
Sono gli ultimi giorni per visitarla, ed è difficile immaginare un contesto più adatto del cuore di Roma per celebrare un artista che ha trasformato la luce e il colore in pura emozione visiva.

Puglia 1987 © Franco Fontana

© Franco Fontana

© Franco Fontana

Mostra Franco Fontana: Retrospective all’Ara Pacis di Roma © Franco Fontana

San Valentino 1977/1979 © Franco Fontana

👉 La mostra “Franco Fontana. Retrospective” è visitabile al Museo dell’Ara Pacis fino al 14 settembre 2025.

Categories: Fotografia
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