William Eggleston e la democrazia del colore

William Eggleston - Greenwood, Mississippi, 1973 [The Red Ceiling]

William Eggleston con le sue fotografie a colori di soggetti ordinari e banali ha gettato uno sguardo democratico sul mondo, rivoluzionando la fotografia artistica negli anni ’70

Con un album intitolato Musik appena pubblicato per la Secretly Canadian e una mostra fotografica in arrivo al Metropolitan Museum di New York, William Eggleston, diventato famoso negli anni ’70 per le sue rivoluzionarie foto a colori, continua a far parlare di sè.

Nato a Memphis, Tennessee nel 1939 da ragazzo si accostò alla fotografia dopo aver ricevuto in dono una Leica. Inizialmente ispirato da Henri Cartier-Bresson, iniziò a scattare in bianco e nero ma ben presto il fascino del colore prese il sopravvento.
All’epoca, e fino alla fine degli anni ’60, il colore era essenzialmente utilizzato per la pubblicità, nella fotografia commerciale o editoriale e poco apprezzato da critici e fotografi che, per la fotografia artistica e d’autore, ritenevano il bianco e nero nettamente superiore.

la democrazia del colore - william eggleston

Eggleston iniziò a utilizzare un processo di stampa a colori chiamato dye transfer, brevettato dalla Kodak. Un procedimento ormai in disuso che, partendo da un negativo in bianco e nero, consentiva una stampa in tricromia attraverso filtri gialli rossi e blu, dai colori intensi e saturi e con un’eccezionale profondità dell’immagine.

Utilizzando e legittimando il colore nella fotografia artistica Eggleston ruppe un tabù e cambiò il corso della storia della fotografia. Anche perchè non si trattava solo dei colori ma anche dei soggetti.

grandi fotografi del '900 william eggleston

Uno sguardo democratico vs “il momento decisivo”

Nelle sue intenzioni non esisteva più un “momento decisivo” da immortalare in uno scatto (come in Cartier-Bresson). Persone, cose, situazioni banali e ordinarie vennero elevate alla dignità di soggetti meritevoli di essere fotografati perchè comunque belli e interessanti.
Con un occhio sempre distaccato, neutro e democratico rispetto a ciò che si trovava davanti, Eggleston ritrasse persone comuni al supermercato o per la strada, le facciate dei negozi o dei fast food, le macchine in un parcheggio…

Oggi siamo assuefatti dalla cultura pop e la vista di queste immagini non ci fa nessun effetto, ci sembra naturale e scontata, ma all’epoca fu rivoluzionaria.
Quando nel 1976 il curatore John Szarkowski, organizzò la prima mostra personale di Eggleston al MoMa di New York la critica e il mondo della fotografia istituzionale non la presero affatto bene. Le sue foto furono ritenute banali per l’assenza di un soggetto preciso e di azione e pacchiane per colori ipersaturi tipici della pubblicità.

Ad ogni modo questa mostra cambiò il corso della storia della fotografia e oggi Eggleston è celebrato fra i grandi fotografi del ‘900, come colui che ha sdoganato il colore nella fotografia artistica e ha gettato per primo uno sguardo democratico sul mondo. William Eggleston ha cambiato il modo di guardare le cose dando pari dignità a tutto ciò che ci circonda. Ogni dettaglio può essere interessante, bello e misterioso e le sue composizioni così particolari e sofisticate hanno ispirato fotografi e registi delle generazioni successive come David Lynch, Gus Van Sant o Sofia Coppola.

William Eggleston Documentary: In The Real World

Grandi fotografi del '900 - William Eggleston - Untitled, 1974

William Eggleston – Untitled, 1974 (Karen Chatham con la cugina dell’artista Lesa Aldridge a Memphis, Tennessee)

William Eggleston - Untitled, 1975 (grandi fotografi del '900)

William Eggleston – Untitled, 1975 (Marcia Hare a Memphis Tennessee)

la democrazia del colore - william eggleston grandi fotografi del 900

la democrazia del colore - william eggleston

fotografi famosi del '900 william eggleston

William Eggleston – Untitled, 1965 (Memphis, Tennessee)

maestri della fotografia a colori - william eggleston

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