5 Archistar per 5 Musei ad Abu Dhabi

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5 nuovi musei ad Abu Dhabi progettati dalle archistar più famose del mondo, sono destinati a cambiare gli equilibri geografici nel mondo dell’arte contemporanea.

L’isola Saadiyat (che in arabo significa “Isola della felicità”) è una grande isola a 500 metri dalla costa di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti che è destinata a diventare il più grande distretto culturale e artistico del mondo per la grandissima concentrazione di istituzioni culturali che sorgeranno nell’area. Il medio oriente è una delle regioni emergenti più vivaci per la cultura contemporanea e la creazione di un distretto dell’arte con 5 nuovi musei ad Abu Dhabi, è legato a una strategia di iniziative culturali studiate per attrarre il turismo internazionale che ha visto un investimento complessivo di oltre 76 miliardi di dollari.
Una volta che i progetti saranno tutti ultimati, presumibilmente nel 2020, il distretto culturale di Saadiyat sarà il nuovo polo di attrazione per l’arte nel mondo.

nuovi musei ad abu dhabi

I 5 nuovi futuristici musei ad Abu Dhabi sono a firma di altrettanti architetti famosi, anzi di vere e proprie archistar, che brillano per essere tutti vincitori del prestigiosissimo Premio Pritzker, che è un po’ il Nobel dell’Architettura.
Del distretto faranno parte:

  1. Zayed National Museum Abu Dhabi progettato dal gruppo Foster and Partners di Norman Foster;
  2. Maritime Museum un museo marittimo pensato da Tadao Ando
  3. Performing Arts Centre, un centro di arti visive progettato da Zaha Hadid;
  4. Louvre Abu Dhabi, un museo d’arte progettato da Jean Nouvel;
  5. Guggenheim Abu Dhabi progettato da Frank Gehry;

oltre a un parco in cui saranno disseminati una ventina di padiglioni per la Biennale d’Arte.

Zayed National Museum Abu Dhabi di Norman Foster

Zayed National Museum Abu Dhabi

Zayed National Museum Abu Dhabi di Norman Foster, posto nel cuore del distretto culturale di Saadiyat sarà il museo nazionale degli Emirati Arabi Uniti e sarà  dedicato alla storia, alle tradizioni, alle trasformazioni sociali e culturali del paese e alle sue connessioni col resto del mondo. Sarà anche il mausoleo celebrativo dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, fondatore e presidente degli EAU fino alla sua morte nel 2004, considerato “il padre della nazione“.
L’edificio è caratterizzato da cinque leggerissime torri in acciaio che raggiungono i 125 metri di altezza, la cui forma è ispirata alle ali del falco, simbolo della nazione. Il progetto si propone di combinare forme architettoniche contemporanee con elementi dell’architettura tradizionale araba ed è studiato per minimizzare l’uso di energia attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici, l’illuminazione e la ventilazione naturale proprio attraverso le torri che si stagliano nel cielo e fungono da scambiatori termici fra l’interno e l’esterno dell’edificio.

Maritime Museum di Tadao Ando

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Maritime Museum dell’architetto giapponese Tadao Ando sarà un museo dedicato al mare e alla storia marittima degli EAU.
L’edificio ha una forma geometrica semplice ed essenziale, un monolito scolpito dalla forza del vento, e combinerà spazio acqua e luce annullando il confine fra interno ed esterno. L’edificio si pone come punto d’incontro fra mare e terra e sorgerà su uno specchio d’acqua artificiale che servirà a rafforzare il legame fra il museo e il tema marittimo.

Performing Arts Centre di Zaha Hadid

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Performing Arts Centre di Zaha Hadid sarà un grande centro dedicato alle arti visive e performative e ospiterà una sala da concerti, un teatro lirico, un teatro per le rappresentazioni, un teatro musicale e uno sperimentale per un totale di 6.300 posti.
L’edificio, come gli altri musei ad Abu Dhabi, si affaccerà sul Golfo Persico offrendo un panorama mozzafiato.
La sua forma scultorea e sinuosa, marchio di fabbrica di Zaha Hadid, richiama volutamente la fluidità del movimento e  il suo design organico è appositamente studiato per ricordare un organismo vivente che si sviluppa e cresce in altezza e larghezza man mano che si avvicina verso il mare.

Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel

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Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel è un museo concepito per essere un museo dell’arte universale ed ospitare le più belle collezioni d’arte di tutte le culture e di tutte le epoche, da quella antica a quella contemporanea.
L’edificio è caratterizzato da una gigantesca cupola di ben 180 metri di diametro, un elemento architettonico comune a tutte le culture, traforata come un merletto e ispirata ai giochi di luce ed ombra tipici della grande architettura araba, che all’interno degli ambienti darà vita a un’incantevole pioggia di luce.
L’opera dell’archistar francese, già autore del bellissimo Institut du monde arabe a Parigi, sarà completata presumibilmente entro la fine del 2015.

Fra i nuovi Musei ad Abu Dhabi, il Guggenheim di Frank Gehry

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Guggenheim Abu Dhabi di Frank Gehry è un museo dedicato all’arte moderna e contemporanea a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. Sarà il Museo Guggenheim più grande al modo, dalla forma volutamente caotica, animato da una serie di strutture coniche che rendono omaggio alle antiche torri del vento (barjeel) tipiche dell’architettura locale, creando un forte legame fra tradizione e modernità.
Il museo sarà quasi completamente circondato dall’aqua e offrirà un panorama privilegiato sul Golfo Persico e sul distretto culturale di Saadiyat. Internamente il museo si svilupperà attorno a un monumentale atrio mentre le gallerie espositive si distribuiranno su quatto livelli e saranno collegate da passerelle di vetro.

5 musei ad abu dhabi progettati da archistar

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e la costruzione dei 5 musei ad Abu Dhabi sta creando numerose polemiche per le condizioni di lavoro disumane alle quali sono costretti gli operai nei cantieri del distretto.
Human Rights Watch ha sottolineato che da anni le condizioni dei lavoratori, quasi tutti migranti, sono al limite della schiavitù con passaporti confiscati, salari al limite della fame, alloggi sotto gli standard minimi di vivibilità, negazione del diritto allo sciopero, arresti ed espulsioni al minimo cenno di dissenso.
Fortunatamente aumentano di giorno in giorno le segalazioni delle organizzazioni umanitarie contro questi abusi così come le manifestazioni spontanee in giro per il mondo a favore di questi poveri lavoratori ma per il momento purtroppo, non sembra che la bellezza salverà il mondo

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