Le 10 foto più belle di Gianni Berengo Gardin, un fotografo “vero”

le foto più belle di gianni berengo gardin

Dalla celebre foto del Vaporetto a Venezia fino a quelle delle grandi navi in laguna, ecco una selezione delle 10 foto più belle di Gianni Berengo Gardin scelte fra migliaia di scatti in 60 di carriera

Con migliaia di scatti al suo attivo è praticamente impossibile selezionare le 10 foto più belle di Gianni Berengo Gardin, uno dei fotografi italiani più importanti e uno dei grandi fotografi del ‘900.
Fin dagli anni 50 si è appassionato alla fotografia e ha collaborato come fotoreporter per diverse testate. Nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato oltre 250 libri fotografici e dal 1990 è entrato a far parte dell’agenzia Contrasto.

Da vero fotoreporter è sempre stato un testimone autentico della realtà del nostro paese, raccontando il passaggio dall’Italia contadina a quella industriale. Ha sempre dichiarato di non sentirsi un artista ma solo un testimone e di limitarsi a documentare la realtà scattando buone fotografie. Ha fotografato di tutto (tranne la moda, i bambini e gli animali): l’architettura, il paesaggio, la vita quotidiana e gli artisti, intellettuali, scrittori, architetti che ha incontrato nella sua lunga carriera.
Vera fotografia“, il titolo della sua ultima mostra, è significativo dell’idea di fotografia di Gianni Berengo Gardin. Una fotografia autentica, ancora su pellicola e rigorosamente in bianco e nero. Scatti veri, Photoshop-free, non ritoccati e non manipolati, come spiega in questa intervista.

Dopo decenni di una carriera così intensa è quasi impossibile selezionare le foto più belle di Gianni Berengo Gardin ma alcuni suoi scatti sono ormai delle vere e proprie icone come la foto “Vaporetto a Venezia” che Henry Cartier Bresson ha inserito nella classifica delle 100 foto più belle del secolo. Leggere le sue numerose interviste o ascoltarlo parlare della sua idea di fotografia è sempre illuminante per capire il senso dei suoi scatti. Brevi estratti del suo pensiero accompagnano perciò qui sotto le 10 foto più belle di Gianni Berengo Gardin.
Eccole!

Gianni Berengo Gardin vera fotografia

Gianni Berengo Gardin – Parigi, 1954

“Nel 1950 in Italia era proibito per legge baciarsi per strada, era oltraggio al pudore. In quegli anni sono andato in Francia e il primo giorno vedo che tutti si baciano per strada, per me è stato uno shock. Venivo da un paese cattolico dove nessuno osava baciarsi per strada mentre a Parigi tutti lo facevano. Ho fotografati i baci nelle strade perché era una cosa completamente nuova per me.”

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Vera Fotografia vs Photoshop

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Gianni Berengo Gardin – Lido di Venezia, 1959

“Il vero DNA della fotografia è la documentazione quindi io lavoro per l’archivio, per tramandare ai posteri certe cose che scompaiono, certe tradizioni, certi paesaggi, certe architetture.”

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Gianni Berengo Gardin -Venezia, 1959

“Io Photoshop lo abolirei per legge, perché una foto taroccata con Photoshop non è più una fotografia, ha il valore di illustrazione come erano le pagine della Domenica del Corriere. Chi usa Photoshop non lo dichiara e quindi noi non sappiamo se vediamo delle foto che sono reali o sono inventate alla sera smanettando.”

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Vaporetto a Venezia, una delle foto più belle di Gianni Berengo Gardin!

Gianni Berengo Gardin - Vaporetto a Venezia, 1960

Gianni Berengo Gardin – Vaporetto a Venezia, 1960

Fotografia in bianco e nero vs fotografia a colori

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Gianni Berengo Gardin – Lido di Venezia, 1960

“Per me il reportage è in bianco e nero, perché il colore distrae dal soggetto. Se lei fotografa un gruppo di persone ed una ha la camicia rossa, vede solo la camicia rossa, non vede le altre. Il bianco e nero è molto più fedele alla realtà che il colore. […] Io sono nato con la televisione in bianco e nero, il cinema in bianco e nero, tutti dico tutti i miei grandi maestri, da Cartier-Bresson a William Klein, da Elliott Erwitt a Robert Frank, erano tutti fotografi di bianco e nero. I libri che io ho visto e da cui ho imparato a fotografare, erano di fotografi di bianco e nero.”

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Gianni Berengo Gardin, Scozia 1977

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Gianni Berengo Gardin – Milano

Fotografia analogica vs fotografia digitale

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Gianni Berengo Gardin – Venezia

“Io non ho niente contro il digitale, però tra digitale e pellicola, preferisco senz’altro la pellicola, perché il digitale è estremamente freddo. Credo che la pellicola sia ancora più plastica e, soprattutto, generi un negativo. Avere un negativo, qualcosa di concreto in mano, per me è un gran vantaggio. Con il digitale non sappiamo se tra 50 anni esisteranno ancora gli strumenti per leggere le nostre fotografie o se saranno completamente cambiati i supporti e tutto sarà perduto.”

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Gianni Berengo Gardin – Catania, 2001

Il reportage sulle grandi navi

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Gianni Berengo Gardin – Grandi navi a Venezia, 2014

Fra le foto più belle di Gianni Berengo Gardin non potevano mancare quelle sulle grandi navi!
Fra il 2013 e il 2014 Gianni Berengo Gardin ha realizzato un impressionante e controverso reportage sulle grandi navi che invadono Venezia, i mostri del mare che non solo la deturpano visivamente ma mettono in vero pericolo una città così preziosa e fragile.

“Quei giganti mi ossessionavano. Mi svegliavo intorno alle quattro e mezzo del mattino in modo da trovarmi all’alba nei punti strategici per catturare i mostri mentre depredano visivamente Venezia. […] In laguna c’è una legge che impedisce di costruire palazzi oltre i quattro piani, eppure non c’è una legge che impedisca di far passare fra queste case quelle navi che sono il doppio di Palazzo Ducale. L’effetto è talmente estraniante che sembrano quasi fotomontaggi, si fatica a credere che quel che vedi sia vero.”

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